La parete
La parete è un diario. Il diario di una donna che all'improvviso si ritrova isolata dal mondo da una parete liscia e trasparente, sola, costretta a reinventarsi la propria vita, a riscoprire la propria autonomia e indipendenza e ad affrontare - anche praticamente - un quotidiano che si fa di giorno in giorno più faticoso e pieno di paure. Il diario di una trasformazione interiore e anche fisica. Sarà però proprio la solitudine a regalarle una dimensione nuova di apertura verso gli animali, verso la natura e soprattutto verso se stessa e a conferirle una nuova valorizzazione di sé.Sarà stato il 1996 credo (forse anche il '95 o addirittura il '94) e un amico dell'Università mi consigliò questo libro, forse mi ricorderò sempre di lui per questo anche se sono anni che non ci vediamo più e chissà se lo rifaremo, l'ho letto allora, l'ho riletto ultimamente e probabilmente lo rileggerò ancora. E' un libro praticamente senza trama, fatto di gesti quotidiani, grandi piccoli e piccolissimi, anche ripetitivi, ma mai noioso. Un libro sulla paura della solitudine ma anche sulla forza che può scaturire proprio dalla solitudine. Il più bel libro che abbia mai letto.
La prima pagina:
"Oggi, 5 novembre, inizio la mia cronaca. Annoterò tutto con la massima precisione possibile. Ma non so neppure se oggi sia veramente il 5 novembre. Nel corso dell'ultimo inverno ho smarrito alcuni giorni. Non sono in grado di dire che giorno della settimana sia. Credo però che ciò non abbia molta importanza. [...] Non scrivo per il gusto di scrivere; vi sono costretta dalle circostanze, se non voglio perdere la ragione. Non c'è nessuno che possa occuparsi o aver cura di me. Sono completamente sola, e devo tentare di sopravvivere ai lunghi, bui mesi dell'inverno. Non conto che queste annotazioni vengano mai trovate. Per ora non so nemmeno se lo desidero. Forse lo saprò quando avrò finito di scrivere questa cronaca. Mi sono imposta questo compito per impedirmi di fissare il crepuscolo e di aver paura. Perché ho paura. Da ogni lato la paura striscia verso di me, e non voglio attendere che mi raggiunga e mi sconfigga. Scriverò fin quando annotta, di modo che questo nuovo, insolito lavoro mi affatichi la mente, la renda vuota e sonnolenta. Non temo il mattino, solo i lunghi pomeriggi crepuscolari."
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Commenti
E' in assoluto il più bel libro che abbia mai letto, peccato che siano in pochi a conoscerlo.
concordo libro stupendo che ti coinvolge e ti porta via. a chi è piaciuto consiglio anche "non lasciarmi" di ishiguro kazuo
un libro che suscita silenzio. Lo regalo in continuazione.
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