Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte
La prosivendola
10.11.06
Dove sei Mathias?
Dove sei Mathias? / Agota Kristof ; traduzione di Maurizia Balmelli ; con una nota di Marie-Therese Lathion - Bellinzona : Casagrande, c2006. - 51 p. ; 19 cm. - (Racconti in versi e in prosa). - ISBN 88-7713-469-0.
Da non crederci, ma la fabbrica può rivelarsi un luogo adatto per scrivere poesie. Perché mentre si svolge un lavoro automatico il ritmo delle macchine scandisce quello dei versi. Così nel cassetto la giovane Agota Kristof teneva un foglio e una matita aspettando che la poesia prendesse forma. Questo succedeva nei primi anni del suo primo matrimonio, quando con la famiglia aveva trovato asilo in Svizzera, dopo essere fuggita dalla rivolta del 1956 in Ungheria, suo paese natale. Riparata a Neuchatel impara il francese, la lingua con cui scriverà i suoi romanzi e racconti, il più noto dei quali è Trilogia della città di K. Oggi svela di averne in gestazione un altro che però, a causa della malattia di cui soffre da anni, probabilmente non concluderà. Casagrande intanto pubblica due racconti: Dove sei Mathias? e Line, il tempo. Il primo si addentra nei sogni di un bambino e rappresenta il dolore di una vita intera nell'alter ego adulto del protagonista. Il secondo ha per protagonista ancora l'infanzia e la delusione di tutte le sue speranze nel confronto tra una piccola Line di dodici anni e una giovane Line disincantata di dieci anni dopo. In questo racconto i toni sono meno cupi, anche grazie al linguaggio che riproduce in parte quello dei fanciulli e che la Kristof confessa di avere costruito sulla parlata della figlia di dieci anni. Si tratta di un caso in cui è fin troppo evidente quanto lo stile sia inscindibile dal contenuto. Le pause e le sospensioni sono cariche di senso (ricordano Pinter, ma sono più sostanziali), il linguaggio minimalista rende vive e palpabili le ossessioni della Kristof: la disperazione dell'esistenza intuita durante l'infanzia, l'inganno delle parole, la condizione di esilio, la "diluizione" del tempo. E permette un serrato botta e risposta che sorprende e vibra nello smarrimento di chi si chiede quale significato abbia l'esistenza. Ma il nichilismo sembra avere l'ultima parola, "non c'è niente da trovare" nella vita, "niente. Da nessuna parte". Siamo una "grigia assenza". Eppure anche dopo avere letto l'ultima pagina e chiuso il libro, i racconti della Kristof continuano a farsi sentire, continuano a riecheggiare le radicali domande: "E Dio?", "L'amore?"… "Dove sei, Mathias?".
Un racconto e una pièce teatrale di Agota Kristof che prefigurano, nei temi e nello stile, quella che sarà la sua opera maggiore, la Trilogia della città di K. In particolare il breve racconto che dà il titolo al libro ritrae, in un registro umoristico e onirico, un mondo fatto di bambini stralunati che sembrano nati orfani, dove la simbiosi tra gemelli appare come l'unica possibilità d'amore. Al di fuori di essa c'è un mondo ancora più crudele e insensato, descritto con frasi brevissime e violente come pugnalate.
