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La ragazza del secolo scorso

immagine della copertina

La ragazza del secolo scorso / Rossana Rossanda. - Torino : Einaudi, 2005. - 385 p. ; 23 cm. - ISBN 88-0614-375-1.


Questo non è un libro di storia. È quel che mi rimanda la memoria quando colgo lo sguardo dubbioso di chi mi è attorno: perché sei stata comunista? perché dici di esserlo? che intendi? senza un partito, senza cariche, accanto a un giornale che non è più tuo? è una illusione cui ti aggrappi, per ostinazione, per ossificazione? Ogni tanto qualcuno mi ferma con gentilezza: "Lei è stata un mito!" Ma chi vuol essere un mito? Non io. I miti sono una proiezione altrui, io non c'entro. Mi imbarazza. Non sono onorevolmente inchiodata in una lapide, fuori del mondo e del tempo. Resto alle prese con tutti e due. Ma la domanda mi interpella.

Libro (inspiegabilmente per me) in vetta alle classifiche ormai da mesi. On line le puntate di Che tempo che fa e de L'Infedele in cui la Rossanda è stata ospite. Una recensione su Café letterario.

La classe superiore, 320 (), non contiene ancora post. Vai al catalogo classificato

Commenti

Commento di Andrea | 27.04.06 00:05

Perché inspiegabilmente?


Commento di Elena F. | 27.04.06 10:05

Una possibile spiegazione di questo successo editoriale si può ricercare nella sensazione di sbandamento che si percepisce tutt'intorno e che spinge molti a cercare risposte nell'esperienza di vita di persone di grande carisma: pur con differenti sfumature, ne è una riprova anche il successo del libro di Tiziano Terzani.


Commento di angela | 03.05.06 15:50

Che strana classificazione per un libro pubblicato in una collana di narrativa e candidato al premio Strega, no?


Commento di Livia | 30.01.07 16:35

Forse anche perché la memoria ancora sollecita più curiosità e attenzione di quanto non si voglia far credere in un mondo che si pretende impostato sulla cifra della veloce attualità.
Personalmente l'ho anche trovato un libro più denso di un manuale di storia: aldilà della apparente cecità con cui fino al 1956 l'autrice attraversa lo stalinismo, ogni riga, ogni parola sono un concentrato di rimandi e informazioni sulla politica, la storia, il dibattito culturale e la vita di un certo strato sociale di metà secolo scorso.
Si può dissentire ovviamente, ma lo trovo comunque prezioso. E lo stile, il lessico, la sintassi sono - vivvaddio, finalmente - articolati, complessi, senza essere oscuri.
Livia


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