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La camera azzurra

immagine della copertina

La camera azzurra / Georges Simenon ; traduzione di Marina Di Leo. - 5. ed. - Milano : Adelphi, 2003. - 153 p. ; 22 cm. - (Biblioteca Adelphi ; 444). - 88-459-1786-X.


"Se penso a tutti gli anni che ho perso per colpa tua...".
Non era più disposta a perderne altri. Ora che si era impossessata di lui, avrebbe finalmente realizzato il suo sogno di bambina, di ragazza, di donna.
Ma era veramente possibile che l'avesse aspettato tanto a lungo, senza che niente riuscisse a distrarla dalla sua ossessione?
Lo psichiatra sembrava crederlo. Forse gli erano già capitati altri casi simili.


Nel suo stile asciutto e rapido Simenon racconta la storia di una passione folle e divorante, che non indietreggia nemmeno di fronte al crimine. Anzi, lo ripete.

La classe superiore, 840 (Letterature romanze, Letteratura francese), non contiene ancora post. Vai al catalogo classificato

Commenti

Commento di Andrea | 22.04.06 23:16

"Asciutto e rapido". Mi piace molto questa definizione dello stile di Simenon, tutto raccolto nell'incipit di questo libro. Un'apertura che mi catturò, quando aprii questo libro per la prima volta.

"Ti ho fatto male?"
"No".
"Ce l'hai con me?".
"No".
Era vero. In quel momento tutto era vero, perché viveva ogni cosa così come veniva, senza chiedersi niente, senza cercare di capire, senza neppure sospettare che un giorno ci sarebbe stato qualcosa da capire. E non solo tutto era vero, ma era anche reale: lui, la camera, Andrée ancora distesa sul letto sfatto, nuda, con le gambe divaricate e la macchia scura del sesso da cui colava un filo di sperma.Era felice? Se glielo avessero chiesto, avrebbe risposto di sì senza esitare. Non gli passava neanche per la testa di avercela con Andrée perché gli aveva morso il labbro. Faceva parte dell'insieme, come tutto il resto. In piedi, anche lui nudo, davanti allo specchio sul lavandino, si tamponava la bocca con un asciugamano imbevuto d'acqua fredda.
"Tua moglie ti chiederà spiegazioni? ".
"Non credo ".
"Ma a volte qualche domanda te la fa, no? ".
Le parole contavano poco. Parlavano così, per il puro piacere di parlare, come succede dopo l'amore, quando il corpo è ancora eccitato e la testa un po' vuota.
"Hai una bella schiena".
L'asciugamano era punteggiato di macchie rossastre. In strada un camion vuoto sobbalzava sul selciato. Dai tavolini del bar dell'albergo giungeva un vocio confuso, a tratti si riuscivano a distinguere alcune parole, ma slegate l'una dall'altra, cosicché il senso della frase risultava incomprensibile.
"Mi ami, Tony?".

"Penso di si... ".
La storia di una passione folle, che mi ha colpito e coinvolto profondamente.
È sempre interessante immaginare come scegliamo i libri in libreria: io questo, ne ho un ricordo nitidissimo, lo scelsi proprio per le prime righe. Non avevo letto mai nulla di Simenon, prima, e da allora ne sono rimasto avvinto.


Commento di Elena F. | 23.04.06 12:54

Trovo molto bella anche la figura della moglie, donna mite, concreta e intelligente, tratteggiata attraverso particolari apparentemente insignificanti che si rivelano, invece, assai eloquenti:

"Nei primi tempi del matrimonio, i gusti della moglie gli erano parsi curiosi e spesso si era divertito a stuzzicarla sull'argomento.
Con quei capelli biondi, il colorito pallido, i lineamenti delicati, la gente tendeva a trovare in lei un qualcosa di angelico. E invece amava i sapori forti, le aringhe affumicate, le insalate con aglio e aceto in abbondanza, i formaggi fermentati. Quando lavorava nell'orto non era difficile sorprenderla a sgranocchiare una grossa cipolla cruda" (pp. 79-80).


Commento di angela | 24.04.06 10:34

Un'efficace recensione del libro su Carmilla... insomma, mi avevte fatto venire voglia di leggerlo.
http://www.carmillaonline.com/archives/2005/03/001268.html


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