Cien años de soledad
Cien años de soledad / Gabriel García Márquez. - Madrid : Nuevas ediciones de bolsillo, 2001. - (Contemporanea)
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Questo non è un libro di storia. È quel che mi rimanda la memoria quando colgo lo sguardo dubbioso di chi mi è attorno: perché sei stata comunista? perché dici di esserlo? che intendi? senza un partito, senza cariche, accanto a un giornale che non è più tuo? è una illusione cui ti aggrappi, per ostinazione, per ossificazione? Ogni tanto qualcuno mi ferma con gentilezza: "Lei è stata un mito!" Ma chi vuol essere un mito? Non io. I miti sono una proiezione altrui, io non c'entro. Mi imbarazza. Non sono onorevolmente inchiodata in una lapide, fuori del mondo e del tempo. Resto alle prese con tutti e due. Ma la domanda mi interpella.
"Se penso a tutti gli anni che ho perso per colpa tua...".
Non era più disposta a perderne altri. Ora che si era impossessata di lui, avrebbe finalmente realizzato il suo sogno di bambina, di ragazza, di donna.
Ma era veramente possibile che l'avesse aspettato tanto a lungo, senza che niente riuscisse a distrarla dalla sua ossessione?
Lo psichiatra sembrava crederlo. Forse gli erano già capitati altri casi simili.
Alla base di Scritto sul corpo c'è una specie di gioco che Jeanette Winterson propone ai lettori, tanto più sorprendente e coinvolgente in quanto appiccicato a un romanzo d'amore che possiede il ritmo febbrile e coinvolgente di ogni vera passione: mentre di tutti gli altri personaggi sappiamo se si tratta di un uomo o di una donna, l'autrice non ci lascia mai capire a quale sesso appartenga l'io narrante, la voce e il punto di vista attraverso i quali vengono filtrate tutte le vicende e le figure della storia. Di questa passione d'amore bruciante, patetica, profondamente incise nei sensi e nella mente conosciamo l'oggetto - Louise, una bellissima donna sposata dai capelli color rosso Tizio - ma non il soggetto, se non tramite rari indizi sparsi qua e là, troppo incerti per ricavarne una conferma definitiva. Attraverso una scrittura azzoppata, ironica, scandita con ritmi inusuali, il lettore si troverà così ad esplorare emozioni e sentimenti con un'udito e con una partecipazione diversa, in un lungo e lento viaggio nelle profondità e negli enigmi dell'erotismo e del desiderio.
Sotto i venti di Nettuno / Fred Vargas ; traduzione di Yasmina Melaouah - Torino : Einaudi, [2005] - 448 p. ; 21 cm. - Einaudi stile libero. Big. - ISBN 88-061-7266-2.
Una giovane donna uccisa con tre ferite di arma da taglio, una catena di omicidi tutti uguali che affiora dal passato.
Sul cammino di Adamsberg, lo svagato commissario che ama zigzagare tra deduzioni che ai piú paiono del tutto incongrue, c'è il misterioso Tridente. Il commissario sa chi è l'assassino, ma anche il Tridente conosce Adamsberg. E torna, come il suo peggiore fantasma, per metterlo davanti all'unico nemico di cui avere paura: se stesso. Adamsberg stavolta è davvero nei guai.
All'origine del «caso Vargas» in Francia, dove i suoi romanzi raggiungono regolarmente il vertice delle classifiche, e in tutta Europa ci sono lo stile ironico e incisivo, la capacità di prendere per mano il lettore fino alla rivelazione finale, e l'accuratezza nei dettagli piú sorprendenti, che le viene dalla passione medievalista e dalla professione di zooarcheologa. Da qui il gusto per la detection, per le impronte, le tracce, le piccole cose senza importanza che permettono di dedurre, per una qualche «associazione di idee», la soluzione di un caso. E c'è naturalmente la simpatia con cui è ritratto il mondo del commissariato di polizia del tredicesimo arrondissement di Parigi, a cominciare da Jean-Baptiste Adamsberg e dal suo vice, il coltissimo e iperrazionalista Danglard (ma in questo romanzo brilla anche la stella del tenente Retancourt, capace di «indirizzare l'energia come vuole»...) Adamsberg invece è uno «spalatore di nuvole», preferisce aspettare le soluzioni invece di cercarle. Peccato che stavolta non possa proprio permetterselo. Dal passato torna a ossessionarlo la figura gigantesca del giudice Fulgence, un uomo crudele di assoluto potere, che a suo tempo, quando Adamsberg era molto giovane, cercò di incriminare per omicidio suo fratello, poi scomparso. E ci sono tutti quei cadaveri con i segni di tre ferite, opera sicuramente di un tridente...
In questo nuovo romanzo meglio che in altri il lettore potrà capire perché la Vargas parli del romanzo poliziesco e giallo come di «una forma di autocoscienza», e perché li definisca, all'ombra di Nettuno e del suo tridente, «il ramo mitologico della letteratura contemporanea».
"Si può evadere nell'immaginario della scrittura e prolungare la vita delle narrazioni che "arbitrariamente" s'arrestano, oppure, come nel caso di Paul Masson, amico di Colette, addetto ai cataloghi della Biblioteca Nazionale di Parigi, catalogare i libri che non ci sono ma che si desidererebbe che ci fossero"
"I libri. Sono stati i miei grandi amici, perché non c'è di meglio che viaggiare con qualcuno che ha fatto già la stessa strada, che ti racconta com'era per poter paragonare, per sentire un odore che non c'è più, o che c'è ancora.
Dopo il mio grande amico è stato Ossendovski. Quando lui descrive - con un trasporto! - nella piana stupenda dei mongoli intorno a Urga l'odore di una certa erba che ho subito identificato, perché i mongoli la seccano e ne fanno incenso per i loro templi, sono andato a cercare quell'erba e fra le pagine del libro in cui Ossendovski ne parle ne ho messo a seccare un mazzetto.
E sai, Folco, è come se vivesse con me. In quel momento Ossendovski riviveva. Ed è la mia speranza che fra cinquanta, cent'anni qualcuno ritrovi un mio libro nei remainders o in una vecchia biblioteca e, non sapendo chi sono stato, come sarà perché è sempre così, cominci a leggere e mi riconosca, riconosca un sentimento, qualcosa che lui ha vissuto in quello stesso paese.
E in quel momento io rivivrò un piccolo momento di eternità" (p. 200)
Ho partecipato a molte indagini destinate a definire il mestiere di bibliotecario, per orientarne la formazione. Ogni volta abbiamo scoperto che una biblioteca, come un'imbarcazione, richiede ogni sorta di competenze e coinvolge molte categorie professionali. Le indagini sul mestiere del bibliotecario giungono regolarmente alla conclusione che esistono diversi tipi di bibliotecario.