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Finzioni

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Finzioni : 1935-1944 / Jorge Luis Borges ; traduzione di Franco Lucentini. - Torino : Einaudi, 2005. - 154 p. ; 20 cm. - ISBN 88-06-17367-7.


Uscito in Argentina nel 1944 e tradotto da Franco Lucentini nel 1955, Finzioni è il libro che ha rivelato Borges in Italia, e che da allora ha acquistato anche da noi la statura di un classico contemporaneo. Diviso in due parti - Il giardino dei sentieri che si biforcano e Artifici - il volume è composto di racconti che di volta i volta sono fantastici, simbolisti, polizieschi, esoterici, tutti volti a creare una sorta di «enciclopedia illusoria» di cui Borges è il magistrale compilatore.


Mi sono persa nella biblioteca di Babele...

La classe superiore, 860 (Letteratura spagnola e portoghese), non contiene ancora post. Vai al catalogo classificato

Commenti

Commento di Andrea | 01.04.06 13:31

Ti consiglio la lettura di Ridi, Riccardo (2004) Borges, o della biblioteca, in Santoro, Michele and Morriello, Rossana, Eds. La biblioteca e l'immaginario. Percorsi e contesti di biblioteconomia letteraria, pp. 15-30. Editrice Bibliografica (Milano) (disponibile su E-LIS), dove molti dei passi di Borges sulle biblioteche, alcuni dei quali proprio da Finzioni vengono analizzati. Tra i tanti, a me è sempre piaciuto questo:

Codeste ambiguità, ridondanze e deficenze ricordano quelle
che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia
cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti
benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali
si dividono in:
(a) appartenenti all'Imperatore,
(b) imbalsamati,
(c) ammaestrati
(d) lattonzoli,
(e) sirene,
(f) favolosi
(g) cani randagi,
(h) inclusi in questa classificazione
(i) che s'agitano come pazzi
(j) innumerevoli,
(k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello,
(l) eccetera,
(m) che hanno rotto il vaso,
(n) che da lontano sembrano mosche.


Commento di Elena F. | 02.04.06 08:47

Bellissimo e difficile da descrivere... avevo provato anch'io a lasciare traccia della suggestione di questo libro qui e qui .


Commento di angela | 06.04.06 10:08

Avete il mito di Borges in quanto bibliotecari? ;-)
Io confesso (a bassa voce) di non subirne la malia. Alla lettura di Finzioni sto alternando quella delle sue lezioni di letteratura inglese tenute a Harvard (http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&c=FEJPX0W3P2DIE): sicuramente affascinante la sua capacità di contagiare con la sua passione per la letteratura, strabiliante la sua erudizione (cita a memoria molti versi: era ormai cieco quando teneva queste lezioni nel 1967).


Commento di Elena F. | 07.04.06 12:52

A me piacciono tutte le finzioni nelle finzioni - tutto ciò che è "meta", insomma: metaletteratura e... metadati ;-))))


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