Una donna diversa
Il nuovo appassionante, tenero, imperdibile romanzo della "Checov di Baltimora"
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Il nuovo appassionante, tenero, imperdibile romanzo della "Checov di Baltimora"
Come sapete, una normale faccia senza peli come la vostra o come la mia diventa solo un po' sporca qua e là se non si lava abbastanza spesso, e non è poi così terribile. Ma un viso peloso è un'altra cosa. Tutto si appiccica ai peli, specialmente il cibo [...]
"Speriamo che non sia costretto a uccidere, pensava Anselmo. Dopo la guerra, credo, si dovrà fare una grande espiazione per tutto questo ammazzare. Se non avremo più religione dopo la guerra, si dovrà organizzare qualche forma di espiazione civile, perché tutti possano lavarsi del peccato d'assassinio, altrimenti la nostra esistenza non avrà mai una base umana e onesta. Uccidere è necessario, lo so, ma fa molto male all'uomo, e secondo me, quando tutto sarà finito e avremo vinto la guerra, si dovrà organizzare una qualunque espiazione perché possiamo purificarci tutti". (p. 234)
"Ma se resto a casa da solo, dopo un'ora me ne vado in giro a raccogliere cose, a riporle e poi a cercarle dappertutto. Non credo né spero più che la conoscenza che viene dai libri possa soddisfarmi o quanto meno distrarmi e, se guardo la televisione troppo a lungo, comincio a incupirmi. Quanto mi sembra di essere già fuori da questo mondo!"
Lalla
Per evitare una denuncia la chiameremo Lalla (o "quella bimba che ama sniffare la colla")
il motivo che so, perché questo è il caso, è che quando Lalla si soffia il naso
il fazzoletto al volto le si incolla.
Schmitt affronta in questo libro una delle figure più dense e carismatiche della grande tradizione spirituale buddista: Milarepa, il grande mago, poeta e santo che colora di elementi di stregoneria sciamanica l’antica religione Bön per confluire nell’evangelo del buddismo tibetano. Ma la vita tormentata dell’eremita sciamano nel Tibet dell’undicesimo secolo fornisce al poliedrico Schmitt lo spunto per una originalissima rielaborazione narrativa in forma di affascinante enigma. Offre così al lettore una nuova prova della sua inesauribile verve inventiva intorno ai grandi interrogativi morali di ogni tempo fino alla nostra più stretta e angosciosa attualità: il bene e il male, la legittimità della vendetta, la forza del perdono e la ricerca di una vita spirituale disposta a liberarsi dei limiti angusti dell’ individualità e ad affrontare attraverso la rinuncia e il sacrificio la strada della saggezza e della perfezione.
Tra le giovani donne sole di Parigi, quale sarà la terza vittima del "killer delle forbici" ? Nascosto nelle tenebre, l'assassino studia la prossima mossa. Non resta che affidarsi all'irresistibile carisma dei perdenti: un ex poliziotto deluso dalla vita, tre storici improvvisati detective e la vecchia Marthe, che una volta era la regina di place Maubert e ripete da sempre che " i marciapiedi del Signore sono infiniti".
"Ancora oggi, dopo tanti anni, del nostro periodo di rieducazione mi rimane impressa nella memoria, con incredibile nettezza, un'immagine: Luo che, sotto lo sguardo impassibile di un corvo dal becco rosso, avanza carponi, con una gerla sulle spalle, su un passaggio largo non più di trenta centimetri, fiancheggiato a destra e a sinistra da un profondo burrone. Nella sua gerla di bambù, una gerla qualunque, sudicia ma solida, era nascosto un libro di Balzac, Papà Goriot, il cui titolo cinese era Il vecchio Go: andava a leggerlo alla Piccola Sarta, che era ancora una montanara, bella ma incolta." (p. 109)
Come ogni anno, questo almanacco cerca di seguire le tendenze dell'editoria italiana, tracciando bilanci, segnalando "fenomeni": quest'anno il focus è sul romanzo d'amore. Nella seconda parte vengono poi forniti dati relativi all'andamento del mercato.
Luis Bernardo Valea, scapolo, affascinante, ricco, conduce una vita invidiabile nell'alta società di una Lisbona dei primi anni del '900. Proprietario di alcune navi commerciali, si trova a rinunciare ai suoi agi per seguire l'incredibile proposta fattagli dall'ultimo re del Portogallo, Don Carlos. Gli viene offerto, o meglio, imposto il difficile incarico di governatore nelle isole africane di San Tomé e Principe. La sua missione sarà confutare l'accusa degli inglesi che il Portogallo nelle colonie sia retrogrado e schiavista. Luis Bernardo, al contrario dei latifondisti delle isole, non è conservatore e cerca con tutte le sue forze di cambiare la mentalità dei suoi connazionali verso i lavoratori delle piantagioni di cacao. Questo suo spirito, unito alla devastante e tormentata passione d'amore che sviluppa per la giovane, bellissima e pericolosa moglie del Console inglese, Mr. David Jameson, lo portano verso una fine tragica. Romanzo molto intenso e coinvolgente.
Una storia d'amore tra due uomini, uno, Leo, già adulto, l'altro, Thomas, più giovane ancora in cerca della sua strada: vorrebbe essere consigliato e guidato dall'altro, convinto dell'importanza di crescere insieme, di appoggiarsi l'un l'altro nelle decisioni che ognuno deve prendere per sé. Ma in Leo prevale l'esigenza di vivere solo, di formarsi e costruirsi da solo, vivere in "camere separate" e incontrarsi nei posti più disparati (c'è viaggio e una sorta di precarietà, anche se continuativa, nei loro incontri) perché questa maniera di stare insieme renderà più forte il loro rapporto, a dimostrazione che si amano per quello che sono e che sono diventati indipendentemente l'uno dall'altro, che quello che li lega è puro amore e non la dipendenza dell'uno dall'altro. Una storia che si sviluppa seguendo i percorsi mentali di Leo, che rievocando cerca se stesso e il senso della vita e della sua relazione con Thomas, che non può più narrarla perché è morto troppo giovane, prima ancora di aver trovato la strada di cui era in cerca.