La luna di carta
La luna di carta / Andrea Camilleri. - Palermo: Sellerio, 2005. - 2. ed. - 267 p. ; 18 cm. -(La memoria ; 656). - ISBN 88-389-2054-0.
"Immobile, Montalbano aspittava che la risacca gli trasisse nel ciriveddro e, sciacquettando, glielo puliziasse a ogni passata. E finalmente gli arrivò la prima onda, leggera come una carizza ... "
- Altri di: Camilleri, Andrea (cerca anche in SBN)
- Altri pubblicati da: Sellerio
- Nella stessa collana: (La memoria)
- Altri nella stessa classe (853.914):
- La masseria delle allodole
- Terza liceo 1939
- Il giullare
- Costretti a sanguinare
- Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio
- Ragionevoli dubbi
- Io, piccola ospite del Führer
- Privo di titolo
- Gli occhiali d'oro
- Il libro degli errori
- Camere separate
- L'amore molesto
- L'aiutante di S.B. Presidente Operaio
- La luna di carta
- Menzogna e sortilegio
La classe superiore, 850 (Letteratura italiana, romena, delle lingue ladine), non contiene ancora post. Vai al catalogo classificato
Commenti
Non ho mai letto nulla del ciclo di Montalbano (né ho visto la serie televisiva che ne è stata tratta), ma di Camilleri ho letto La presa di Macallè, incuriosita da una recensione dei Wu Ming: un romanzo durissimo e per molti versi disturbante.
Angela, penso che tu sia tra i pochissimi in Italia che non si sono cibati un po' di Montalbano: devi correre ai ripari!
Ecco qui un'altra italiana a digiuno di Montalbano!
Io, però, la serie in tivvù l'ho vista e mi è anche piaciuta :-)
Qui bisogna fare l'appello e scoprire quanti di noi non abbiano letto Montalbano... Potremmo essere un'isola culturale, oggetto di studio degli antropologi :-))
Io, lo ammetto, Montalbano lo divoro....
Non mi vanto mica di non averlo letto: è che mi sembra faticoso, con tutto quel dialetto siciliano, e io sono un po' pigra... e poi molte delle storie le conosco già perché ho visto troppa tivvù, dunque non c'è gusto.
Però Luca Zingaretti mi piace tanto :-))
In realtà ho notato un certo peggioramento dell'uso della lingua, col tempo. Mentre nei primi romanzi il siciliano era usato poco e molto a proposito, per modi di dire o espressioni che in italiano sarebbero risultate forse più fiacche, col tempo, credo per assecondare il gusto dei lettori, o perché gli veniva più rapido da scrivere, il siciliano ha iniziato a strabordare, diventando effettivamente a tratti pesante.
Elena, non è affatto faticoso: anzi! Entrerai talmente nel linguaggio, da usare le espressioni di Montalbano nella tua quotidianità... A me capita di dire che ho una giornata nivura, o che mi girano i cabbasisi, o che ho parlato con il tale di pirsona pirsonalmente...
Quanto al Montalbano televisivo, concordo pienamente con il giudizio estetico (e mi chiedo come faccia il commissario a stare con una come Livia, mah!).
:-)