« Dicembre 2005 | Main | Febbraio 2006 »
Qual è il passato di chi si è iscritto, da giovane, al club degli uomini più ricchi del mondo e, più avanti con gli anni, alla fondazione di un partito e al governo di una nazione? Questo è il racconto del suo aiutante di allora."Mi sentivo le labbra asciutte e tremolanti per l’emozione. Il viso si avvampava e si spegneva a ogni frase di S.B. l’operaio lombardo. "Bisness, va tutto bene!" m’incoraggiò ancora a braccia aperte. Aggiunse: "Con questa macchina dichiariamo guerra alla miseria, guerra alla rassegnazione, guerra di sterminio al bacillo del comunismo che è contro il progresso e il benessere collettivo. Gli amici della Woldrich non devono pensare che queste nuove macchine li affameranno, tutt’altro. La società moderna e tecnologicamente avanzata non farà come Erode, non farà una strage di innocenti… La società tecnologicamente avanzata dà la possibilità a tutti gli uomini, nessuno escluso, di vivere in un mondo più bello, più ricco e più sicuro. Gli uomini avranno più tempo libero da dedicare allo svago, all’amore e…" Un racconto realistico e fantastico, dove tra innovazione e resistenza operaia, tra progresso tecnologico e diritti acquisiti, tra avventure capitaliste e difese sindacali, lo scontro si consuma sempre sulla pelle dell’Aiutante Operaio; mentre S.B., il paradossale eroe del moderno avanza senza incertezze per raggiungere il primato.Una storia che diverte e commuove mentre ci offre una chiave imprevedibile per interpretare il nostro presente.
"Immobile, Montalbano aspittava che la risacca gli trasisse nel ciriveddro e, sciacquettando, glielo puliziasse a ogni passata. E finalmente gli arrivò la prima onda, leggera come una carizza ... "
"Ho deciso che avrei cercato i nomi in ordine alfabetico, da Aaron a Zyna; anche se il metodo più efficace era per zone geografiche. Un'altra cosa che ho deciso era di essere riservato al massimo sulla missione in casa, e sincero al massimo fuori, perché era necessario far così. Perciò quando la mamma mi chiedeva: 'Dove vai, e a che ora torni?' io le rispondevo: 'Fuori, più tardi'. Ma se uno dei Black voleva sapere qualcosa gli dicevo tutto. le altre mie regole erano di non essere più maschilista e neanche razzista, giovanilista, omofobo, e di non discriminare i portatori di handicap e i ritardati; e poi che non avrei detto bugie se non in caso di assoluto bisogno, che mi è capitato un sacco di volte. Ho preparato un kit con alcune cose che mi sarebbero servite, tipo una torcia elettrica formato maxi, il burrocacao, un po' di biscotti ai fichi, i sacchetti di plastica per reperti importanti e cianfrusaglie, il mio telefonino, il copione di Amleto per imparare a memoria i movimenti sul palco mentre andavo da un posto all'altro, dato che non dovevo dire neanche una battuta, e una cartina di New York, pillole allo iodio in caso di bomba sporca, i miei guanti bianchi -owiamente - un paio di cartoni di Juicy Juice, una lente d'ingrandimento, il dizionario tascabile Larousse e altre cose utili. Ero pronto per cominciare."
Il coccodrillo Enorme, una mattina, decide che per pranzo mangerà un bambino; gli animali della foresta si ribellano e mandano in aria i suoi loschi stratagemmi per arraffare bambini
"...mi brancava il cuore e se lo teneva, a battere, fino a farmi schizzare tutt'intero fuori dal letto per misurare la stanza su e giù in un senso e nell'altro fino in fondo all'ombra e al mattino. Durante quelle crisi, disperavo di ritrovare quel tanto di distacco da potermi mai riaddormentare. Non credete mai a prima vista all'infelicità degli uomini. Chiedetegli se riescono ancora a dormire... Se si, va tutto bene. Basta quello. Non mi sarebbe più capitato di dormire profondamente. Avevo perso come l'abitudine di quell'abbandono, quello che bisogna proprio avere, davvero incommensurabile per addormentarsi completamente in mezzo agli uomini. Mi ci sarebbe voluta almeno una malattia, una febbre, una catastrofe precisa perché potessi ritrovarla un po' questa indifferenza e neutralizzare l'inquietudine che avevo e ritrovare la stolida e divina tranquillità."
Romanzo corale che si legge a perdifiato, affresco sociale ricco di ironia e di pietà, foto di gruppo di una nazione, questa cronaca di un giorno apparentemente qualunque in una grande città di oggi è un’immersione totale nella realtà che ci circonda. Una storia d’amore e disincanto, di scuola e di lavoro, una notizia da prima pagina e uno straziante caso di nera. Ma Un giorno perfetto è soprattutto l’anatomia di una famiglia: ragazze e bambini, uomini e donne, madri e padri, figli e figlie — scene da un matrimonio in cui tutti noi, nel bene e nel male, possiamo riconoscerci.
Guardai l'orologio. Mancava un'ora al gruppo di lettura, o al "circolo di lettura", come Bronwen amava chiamarlo. Era stata lei a iniziare; mettendo un annuncio nella sede della biblioteca in cui lavorava, e in parecchie altre della città, organizzando i turni delle sedi delle riunioni [...] Ad ogni modo, per certi versi un circolo di lettura mi attirava. Suonava accogliente e intimo. Immaginavo che ci saremmo tenuti tutti per mano mentre discutevamo del libro, cercando magari di stabilire un contatto con l'autore defunto. "Virginia Woolf, puoi sentirci ?"
Michel, quarant'anni, parigino, è un funzionario ministeriale spento e apatico, annoiato da tutto, incapace di emozioni. Appena colpito dalla morte del padre, ha deciso di partire: una vacanza in Thailandia, l'oblio, l'immersione in un paradiso di piacere. Nell'oasi del turismo sessuale, Michel vive un incontro di imprevista intensità...
L'autore, giornalista ben addentro a storia, personaggi e misteri dell'economia e dell'ambiente che vi ruota intorno, presenta in questo libro una galleria degli odierni protagonisti del mondo industriale e finanziario del nostro Paese. Ne disegna un ritratto a tutto tondo, dall'ascesa alla consacrazione. Ne traccia, soprattutto, un profilo umano e professionale, descrivendo di ciascuno le (alterne) vicende e anche le (dis)avventure. Oggi i nuovi potenti si chiamano Bazoli, Berlusconi, Fazio, Geronzi, Tronchetti Provera (ma nel volume si parla anche di altri, naturalmente, e non meno importanti). Hanno sostituito alle leve del comando gli Agnelli, i Cefis, i Cuccia. Ma, rispetto a una ventina di anni fa, non sono cambiati solo i nomi.
Con una vecchia fotografia in mano, un giovane studente, che si chiama Jonathan Safran Foer, visita l'Ucraina per trovare Augustine, la donna che può aver salvato suo nonno dai nazisti. Jonathan è accompagnato nella sua ricerca da un coetaneo ucraino, Alexander Perchov, detto Alex. Alex lavora per l'agenzia di viaggi di famiglia, insieme a suo nonno che, a dispetto di una cecità psicosomatica fa l'autista, e in compagnia di una cagnetta maleodorante, chiamata Sammy Davis Jr Jr, in onore del cantante preferito dal nonno.
"A comprehensive overview of metadata written by experts in the field. [Michael Gorman]
Le poesie, scritte da Ripellino in un arco di tempo di oltre vent'anni, sono raccolte in una splendida antologia.
Davvero strana l'isola dove Giovanna con il fratello Tommaso approda dopo un naufragio. Qui ci sono spiagge e palme e una barriera corallina. Un'isola tropicale come tante altre? No, dove si è mai visto un'isola con negozi che vendono parole, un municipio per i matrimoni tra sostantivi e aggettivi, un ospedale per le parole malate e una fabbrica per costruire le frasi, con distributori automatici di articoli e orologi a pendolo per i modi verbali? L'isola è una specie di 'grammatica vivente' in cui i due fratelli imparano a parlare in un modo nuovo
Vi sono situazioni in cui per un istante non riconosciamo chi ci sta accanto, in cui l'identità dell'altro si cancella, mentre, di riflesso, dubitiamo della nostra. Questo avviene anche all'interno di una coppia - anzi, soprattutto in una coppia, perché chi ama teme sopra ogni altra cosa di 'perdere di vista' l'essere amato. Con la sua arte stupefacente della dilatazione e variazione dell'attimo significativo, Kundera ha fatto di questa situazione, con il vago senso di panico che ad essa si accompagna, il tessuto stesso del suo nuovo romanzo. Qui la brevità si congiunge all'intensità e un istante di smarrimento segna l'avvio di una vicenda labirintica nel corso della quale il lettore sarà costretto a varcare più volte la frontiera tra reale ed irreale - o fra ciò che accade nel mondo esterno e ciò che una mente elabora in solitudine. Soltanto Kundera, fra gli scrittori di oggi, poteva riuscire a trasformare una percezione così segreta e sconcertante in materia romanzesca e a farne uno dei suoi libri più alti, dolorosi e illuminanti. E infine, a sorpresa, un romanzo d'amore.
Salam Berlino / Yadé Kara. - Roma : e/o, 2004. - 326 p. ; 20 cm. - (Dal mondo). - ISBN 88-7641-646-3.
Il diciannovenne Hasan Kazan ha vissuto per anni con la famiglia tra il Bosforo e Berlino: il padre ha un'agenzia di viaggi a Kreuzberg, la madre vive con i figli a Istanbul. Fino a un giorno di novembre del 1989, quando crolla il Muro e Hasan decide di lasciare la Turchia. Vuole partecipare alla grande festa di Berlino. Nessuno sa ancora che tutto cambierà, anche per la famiglia Kazan.
Hasan è alla ricerca di una casa, di un lavoro, di un amore, ma la sua vecchia Berlino non lo accoglie con grande calore. La metropoli sta cambiando e i mutamenti creeranno non poche difficoltà per Hasan e i suoi amici.
Un romanzo in cui Est e Ovest, il presente turco e quello tedesco, sono diventati ormai inseparabili. Un libro urbano e cosmopolita, uno sguardo distaccato che paradossalmente dà vita a uno dei romanzi più autentici sulla grande capitale centro-europea. Una voce poetica e divertente che ben rappresenta la nuova Europa multiculturale.
Ho conosciuto l'autrice alla Fiera del Libro di Torino.. enchantée!
Delitti esemplari / Max Aub ; traduzione e nota di Lucrezia Panunzio Cipriani . - 23. ed. - Palermo : Sellerio, 2005. - 61 p. ; 17 cm. - (La memoria ; 28). - Tit. orig.: Crimenes ejemplares. - ISBN 88-389-0190-2.
Chi, in un impeto di rabbia, non ha mai provato l'impulso irrefrenabile di scagliarsi contro qualcuno per liberarsi una volta per tutte di una presenza divenuta insopportabile?
Una sequenza di confessioni di delitti esemplari, che poi non sono altro che quelli che noi tutti, quotidianamente, commettiamo in intenzione e che Aub, trasponendo pensieri reali in azioni surreali, dà per consumati: con lampeggiante fantasia, con rapidità e leggerezza.
Le antipatie, le insofferenze, gli insopportabili incontri della giornata di ognuno sfogati e liberati in delitti senza castigo.
Pasolini contro Calvino : per una letteratura impura / Carla Benedetti. - Torino : Bollati Boringhieri, 1998.
203 p. ; 20 cm. - (Temi ; 72). - ISBN 88-339-1061-X.
«Attraverso un confronto non imparziale tra i due autori più rappresentativi della letteratura italiana della seconda metà del Novecento, il saggio affronta con forte impegno critico il problema generale del ruolo della letteratura in un'epoca che sembra darne per scontato l'esaurimento.
Entrambi alle prese con la crisi della modernità e con il 'crollo delle poetiche', Calvino e Pasolini incarnano due diversi esiti del postmoderno in Italia: uno edulcorato e perfettamente integrato nell'istituzione letteraria, l'altro decisamente in conflitto con essa. Sintetizzando l'evoluzione complessa dei due autori, si tratta, da una parte, del chiudersi nella dimensione tutta letteraria della variazione stilistica e dell'"effetto di apocrifo" - che è l'esito lucidamente scelto da Calvino, in definitiva omogeneo con la tradizione delle patrie lettere. Dall'altra c'è invece l'uscita drammaticamente paradossale dal 'recinto della letteratura', fin quasi a realizzare il cortocircuito di vita e opera nella 'performance' della propria morte. Per L'"impurità" che Pasolini introduce nel gioco letterario, alcuni dei maggiori critici odierni lo espellono dal mondo della poesia, negando la qualità della sua opera. Senza chiudersi nella controversia, il libro reagisce a questa espulsione in nome di un'idea di letteratura più inquieta e aperta al possibile».
Il padrone / Goffredo Parise. - Milano : Rizzoli, 1999. - 267 p. ; 21 cm. - Nell'occhietto: I libri di Parise. - ISBN 88-17-68008-7.
Goffredo Parise affronta una tematica di attualità nei primi anni Sessanta (il romanzo è del 1965): la riduzione dell'uomo a oggetto in una società dominata dalla produzione e dal denaro. Il giovane protagonista, venuto dalla provincia e dipendente di una grande azienda di una metropoli del Nord, instaura col padrone (figura grottesca del dottor Max) un rapporto di totale identificazione che rasenta l'annichilimento in pura "proprietà".
«La mia felicità, che mi pareva precaria, ora si va consolidando. Ciò che mi rende felice sopra ogni altra cosa è l'essere diventato proprietà del dottor Max. Se lui mi sentisse in questo momento si arrabbierebbe, ma poi come è già successo, capirebbe e sarebbe costretto ad ammettere la realtà delle cose. Spesso mi chiedo: cos'ero io prima di arrivare in questa città, e prima di trovare lavoro, per merito del dottor Max, nella ditta commerciale? Ero poco più che un ragazzo, e dunque non mi si poteva chiedere gran che, per l'età che avevo. Ma è fin da giovani che si deve trovare una funzione della propria vita. [...] Spesso mi chiedo che cosa farei, anche qui, senza un padrone, cioè senza una persona che mi ritiene di sua proprietà e che mi usa giornalmente come fossi un bicchiere, una automobile, una sedia, un letto».
Noi non dormiamo : l'insonnia dei precari di successo / Kathrin Röggla ; traduzione Cristina Vezzaro ; revisione Laura Ghirini. - Milano : Isbn edizioni, 2005. - 192 p. ; 17 cm. - ISBN 88-7638-015-9.
Un romanzo, un'inchiesta, un'opera teatrale. I generi franano. Affiora la vita ai tempi della società postindustriale. Dopo avere raccontato la Berlino alternativa della techno e dei lounge bar, Kathrin Roggla si dedica a indagare uno degli oggetti più misteriosi della modernità: il sonno di manager, web designer, consulenti aziendali, stagisti, account e programmatori. In decine di interviste di alcune ore ciascuna, che l'autrice lavora linguisticamente, prende forma un unico concerto polifonico, una sorta di flusso di coscienza per più voci, nel quale l'attuale rapporto tra persona e sistema emerge in tutta la sua selvaggia complessità. Affiora il senso di una cronica stanchezza, dell'obbligo pulsante della prestazione, di gerarchie fisse e raggiungibili, del lavoro che avvolge tutto, la vita privata e i suoi piccoli, interstiziali, piaceri. "Noi non dormiamo" è un romanzo in cui la letteratura diventa reportage.