In questi giorni si è aperto un interessante dibattito nella lista di discussione dei bibliotecari italiani AIB-CUR e, con maggiore partecipazione, nella mailing list di Biblio(a)tipici, riguardo all'utilizzo di personale occasionale (i cosiddetti "studenti a 150 ore") nelle biblioteche universitarie.
Colgo l'occasione per estendere il dibattito alla questione dei volontari in biblioteca: quali mansioni possono essere svolte da personale volontario non qualificato all'interno delle biblioteche?
A tale proposito, riporto un breve contributo di Nerio Agostini apparso nel numero di ottobre di Biblioteche oggi:
"Assolutamente non va utilizzato il volontariato per lo svolgimento di attività in sostituzione del bibliotecario o dell'eventuale personale di supporto, in coerenza anche con quanto riportato nella linee guida IFLA*.
'C'è un'enorme difficoltà a gestire i servizi con i bilanci ridotti, e anche i volontari possono essere molto utili per andare avanti qualche progetto parallelo, aggiuntivo; ma rimanderei la catalogazione di un fondo piuttosto che affidarla a personale non qualificato, e non mi azzarderei ad ampliare l'orario di apertura facendo affidamento sui volontari (meglio dire alla propria amministrazione che non ci sono le condizioni). Di servizi dequalificati non abbiamo bisogno noi e non sa che farsene l'utente'**.
La collaborazione, qualunque siano gli ambiti in cui si attiva (fuori e dentro la biblioteca), deve sempre avvenire sotto le direttive del bibliotecario".
*Il servizio bibliotecario pubblico: linee guida IFLA/Unesco per lo sviluppo, ed. italiana a cura della Commissione nazionale biblioteche pubbliche dell'AIB, paragrafo 5.2, Roma, AIB, 2002.
**Meris Bellei, in AIB-CUR del 17 maggio 2005.
[N. Agostini, Bibliotche monoposto: quale prospettiva?. In: "Biblioteche oggi", vol. 23, n. 8 (2005), p. 29]