A partire da una notizia segnalata da Giovanna nella nostra lista di discussione [in copia in coda a questo post] , è nata l'idea di Livia di fare il punto sulla situazione del personale in quell'Istituzione.
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Pubblichiamo questo resconto di Marialucia, con i complimenti e il sostegno di tutti i Biblio(a)tipici!
Venerdì 27 ottobre si è inaugurata la Cittadella della cultura di Bari: i suoi spaziosi locali accolgono, a trasloco terminato, la Biblioteca nazionale Sagarriga Visconti Volpi e presto ospiteranno l'Archivio di Stato. Durante la cerimonia inaugurale, presenziata dal direttore Mauro Giancaspro, dal sottosegretario al ministero per i Beni e le attività culturali con delega per le biblioteche on. Danielle Gattegno Mazzonis, dal Direttore generale per i Beni librari e gli Istituti culturali Luciano Scala, il prof. Luciano Canfora ha "regalato" i primi minuti della sua lectio magistralis ai catalogatori del progetto di catalogazione retrospettiva da poco iniziato. Ha acconsentito dunque alla lettura di un comunicato da parte di una rappresentante degli atipici della biblioteca che, approfittando della ghiotta occasione, hanno voluto farsi sentire in un momento così importante per la comunità. A lettura ultimata, il prof. Canfora, il Direttore generale Scala e in seguito anche il presidente AIB Guerrini si sono mostrati sensibili alle ragioni espresse. Per il fuoriprogramma ringraziamo i funzionari della Biblioteca nazionale Rosa Martucci e Luciano Carcereri per l'impegno e la stima accordataci.
Riportiamo per intero il testo che è stato letto in pubblico:
In concomitanza con il trasferimento nella sua nuova sede, la Biblioteca Nazionale “Sagarriga Visconti Volpi” ha avviato la catalogazione retrospettiva on line del suo materiale librario. Si tratta di un progetto che prevede l’immissione in SBN di 95.694 notizie, questo il nome tecnico dei tesori di biblioteca, affidata a un gruppo di giovani catalogatori. Il progetto in corso ha selezionato e formato i suoi catalogatori, ha creato competenze e ogni giorno cresce insieme alla biblioteca. Tra un anno avrà raggiunto il suo obiettivo e sarà terminato.
La sezione toscana dell'AIB invita iscritti e non iscritti, associazioni di categoria e associazioni sindacali a parlare delle problematiche connesse all'esternelizzazione dei servizi in biblioteca.
25 maggio 2005
Gabinetto Viesseux - Palazzo Strozzi, Firenze ore 15.30
Francesca, nella ML di Biblio(a)tipici, chiede quale possa essere considerata una media giornaliera accettabile per la catalogazione del libro moderno.
Il dato della produttività così come quello della retribuzione a
scheda è sempre estremamente oscillante e non esiste ancora una
tradizione di tariffari (in campo storico artistico, invece, e'
tutto più trasparente).
Ho tentato una prima risposta.
Distributed Library Project: mettere a disposizione degli altri la propria biblioteca
Ciao a tutti,
ho letto questo articolo da www.rekombinant.org e l'ho trovato interessante. Lo riporto cosi' com'era.
Sonia
Vorrei raccontare la mia esperienza personale all'estero, spero che possa servire.
A Novembre dello scorso anno andai a Dublino per fare un corso di inglese e per informarmi su un master che avrei voluto frequentare.
Il Master in Library and Information Studies, organizzato dalla università UCD, mi pareva il passo fondamentale per acquisire competenze e titolo in un settore in cui ho lavorato per oltre tre anni. (Sono laureato in scienze politiche e temo che questa laurea mi ponga in leggero svantaggio nel settore bibliotecario, certo un master può riequilibrare le cose).
Parlando con un docente del master mi resi conto che il livello non era affatto così alto, e che l'idea di altissima qualità che mi ero fatto, leggendo le informazioni presenti nel loro sito, andava ridimensionata.
Sempre il miglior master bibliotecario d'Irlanda, ma non buono come mi aspettavo.
Questa scoperta, unita ad altri determinanti fattori di natura personale, mi ha spinto a non fare domanda per il MLIS.
Mentre soggiornavo a Dublino feci domanda per un posto di assistente di biblioteca presso l'università St.Patrick, posto a tempo indeterminato con livello retributivo di fascia dai 20 ai 30 mila euro annui. L'annuncio specificava compiti e doveri richiesti ed indicava l'orario lavorativo.
Mi ha stupito molto il diverso modo di selezione del personale. Si è
trattato semplicemente di compilare un form di domanda, con dati sulla propria precedente esperienza lavorativa e formativa, referenze, motivazione e obiettivi di carriera nell'ambito bibliotecario. Le referenze venivano controllate contattando le persone indicate nella domanda. Dopo una prima selezione delle domande, i candidati venivano invitati per un colloquio (interview) con i responsabili della biblioteca, ed il giorno stesso in cui terminavano i colloqui veniva nominato l'assistente di biblioteca.
Il tutto si è svolto in circa due mesi, a partire dalla pubblicazione dell'annuncio fino alla nomina. So che i selezionati per le interviste erano solo sette, di cui due non si sono presentati (fra cui anche io).
Tempi e numero di partecipanti sono enormemente diversi da quelli Italiani, certo la situazione dei due paesi è molto differente. Credo che le maggiori informazioni sui compiti e sulle caratteristiche richieste alla figura ricercata abbiano dissuaso molte persone dal presentare domanda, inoltre le referenze e l'esperienza precedente venivano tenuti in gran conto.
Altro fattore che ci differenzia è l'autonomia che le biblioteche Irlandesi hanno di assumere direttamente, senza passare tramite cooperative o concorsi. L'impressione che ne ho tratto, guardando gli annunci, è che le selezioni avvengano con le stesse modalità con cui in Italia agiscono le PMI.
Sto studiando per il concorso di Pisa e, sonnecchiando sulle Linee guida per la valutazione delle biblioteche universitarie, mi imbatto in una della metodologie proposte per misurare l'impatto che il servizio della biblioteca produce sull'utente: si tratta di valutare l'esposizione ai documenti.
Si chiede agli utenti di "registrare per quanto tempo siano stati esposti all'influenza di un libro e di stabilire gli eventuali benefici che ne hanno tratto" (sic!). Una sorta di esposizione ai raggi del sole, insomma: c'è chi rimane irrimediabilmente ustionato e chi gode della protezione naturale di un filtro a schermo totale che, bontà sua, lo rende impermeabile a qualsiasi forma di pensiero.
Immagino che la maggior parte degli individui si limiti ad una saggia esposizione ai libri nelle ore serali, consigliata dagli esperti per sconfiggere i radicali liberi e proteggere le cellule neuronali dai danni dell'invecchiamento...
postato da elena