A partire da una notizia segnalata da Giovanna nella nostra lista di discussione [in copia in coda a questo post] , è nata l'idea di Livia di fare il punto sulla situazione del personale in quell'Istituzione.
Questo concorso è una vecchia conoscenza... ricordate quello dei quiz di cui si occupò nel 2004 il neonato Biblio(a)tipici?
Chi scrive ha lavorato alle Biblioteche di Roma sia nel 2000/2001 come cococo con rapporto diretto con l’ente, sia con Zetema dopo lo svolgimento del concorso. Quanto segue è aggiornato a metà 2006.
Le informazioni attribuite al consigliere ulivista non sono precise. Le prove del concorso, bandito diversi anni prima, sono iniziate nel luglio 2004 e si sono concluse nel dicembre di quell’anno con le 30 assunzioni ricordate. Molti di coloro che a partire dall’autunno 2004 sarebbero diventati invece dipendenti Zetema hanno sostenuto anche il concorso (quindi avevano i titoli "per accedere", contrariamente a quanto sembra di capire dai virgolettati del pezzo citato), pur senza superarlo (c'è peraltro chi ha passato quel concorso senza avere alcuna esperienza di lavoro in biblioteca né alcun titolo di studio specifico). Altri dipendenti Zetema lo hanno invece superato e sono stati poi assunti dall'Istituzione biblioteche del Comune.
Il concorso era per 30 posti, ma la graduatoria è stata ampliata a 90.
Uno degli appunti che venne mosso all'epoca al concorso da 22.000 domande per 30 posti, fu proprio che il bando era troppo generico, non prevedendo alcun particolare titolo o requisito per poter partecipare, tranne il diploma di maturità , con il risultato di gonfiare a dismisura il numero delle domande. Ve lo immaginate? 30 posti al Comune di Roma, basta un diploma: saranno tutti già assegnati? Speriamo di no, io comunque faccio la domanda. Bisogna pur darsi da fare, provare...
Quanti si saranno candidati, in buona fede, con questo ragionamento?
Nota paradossale sui titoli di quel concorso: una candidata raccontò che, a interpretare in un certo modo il bando, un suo corso di dattilografia rischiava di valere quanto o più di un diploma della Vaticana...
Ma da dove arrivano nelle biblioteche questi dipendenti Zetema?
Infatti non son nuovi a quel lavoro. Sono stati, anche per anni, e con diverse tipologie contrattuali, precari nelle biblioteche del Comune di Roma.
L'operazione complessiva concorso/Zetema, svoltasi del resto negli stessi mesi, era quella di:
1) fermare i contratti parasubordinati nelle biblioteche, sgraditi al sindacato del Comune
2) ottenere un "regolare concorso" per le assunzioni
3) spingere Zetema, società in parte privata, ora interamente del Comune, ma non municipalizzata (contratto Federculture), cui si voleva affidare la gestione di tutto il settore culturale comunale, con l'accordo dei sindacati
4) offrire comunque un contratto, prima a tempo determinato, poi indeterminato, a chi in passato aveva già lavorato nelle biblioteche comunali da precario, a titolo individuale (ad esempio contratto cococo) o con cooperative. Per costoro infatti non era stato avviato alcun piano di stabilizzazione interno alle biblioteche o al Comune. Chi non aveva potuto vincere il concorso sarebbe rimasto senza lavoro. In questa trattativa, specie per gli ex-cococo, è stato fondamentale l’appoggio del sindacato dei parasubordinati NIDiL-CGIL.
Per fare questo anche Zetema ha steso una sua "graduatoria", basata sull'anzianità anagrafica e di servizio nelle biblioteche, anch'essa oggi in fase di scorrimento.
Tuttavia i contratti Zetema, frutto di un accordo politico, sono pur sempre legati a una convenzione tra società e comune, e non essendo Zetema un ente pubblico potrebbero in ipotesi anche essere rescissi. Altra possibilità è quella che gli assunti vengano spostati dalle biblioteche in altri luoghi di lavoro sempre gestiti da Zetema. La qualifica è infatti molto bassa (b1) e nulla specifica che le competenze e il ruolo siano quelle di un bibliotecario. Per assurdo potrebbero ritrovarsi a staccare biglietti nei musei comunali (Zetema fa anche questo).
Ovviamente questa operazione ha fatalmente creato tensioni tra le persone in graduatoria concorsuale (ampliata da 30 a 90 posti) che ora rischiano di vederla scadere, e chi in graduatoria concorsuale non c'è entrato ma essendo stato precedentemente precario nelle biblioteche ora ha il contratto con Zetema o è stato inserito nella relativa "graduatoria".
Dentro Zetema ci sono persone formatesi sul campo e persone con curricula molto professionalizzati, (in particolare gli ex-collaboratori dei primi anni duemila), di tutte le età e di tutte le esperienze.
Infine, si vocifera, perché i documenti ufficiali non si è mai riusciti a vederli, che i contratti Zetema siano piuttosto onerosi per le biblioteche. Sono infatti contratti "regolari", per quanto di qualifica bassa: si è assunti a tempo indeterminato e con il contratto Federculture, quindi con tutti i diritti dei lavoratori "normali", anche se con minori tutele, permessi ecc. dei comunali insieme a cui si lavora (ma in compenso, dicono, c’è la quattordicesima...).
In piu' ovviamente ci sono da pagare i costi aziendali (e sembra, ma siamo ancora sul sentito dire, che ad esempio i dirigenti Zetema percepiscano compensi non indifferenti).
Disporre di dati più precisi e dei documenti ufficiali consentirebbe di aprire un discorso assai interessante per ragionare su costi e convenienze effettivi dell'esternalizzazione, quando non è condotta sulla pelle del precariato piu' selvaggio.
E' da ampliare l'organico delle biblioteche del Comune Approvato ordine del giorno in Campidoglio
dalla newsletter dell'Ulivo del 24 maggio 2007Gli organici delle biblioteche comunali devono essere ampliati. È quanto chiede un ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio comunale. In seguito al concorso del 2004 sono stati assunti 30 vincitori e nel marzo 2005 altre dieci unità a tempo determinato. Con l’apertura di nuove biblioteche comunali sono state assunte persone legate alla società Zetema, con cui l’amministrazione capitolina aveva stipulato una convenzione per la gestione dei vari servizi tra cui alcuni relativi alle biblioteche comunali e che riguardano, di fatto, le funzioni e le mansioni che dovrebbero essere svolte dai collaboratori dei servizi bibliotecari.
«Dal 2004 sono state aperte nove biblioteche a Roma - ha detto il consigliere dell’Ulivo Eugenio Patanè, primo firmatario dell’ordine del giorno, poi sottoscritto da tutti i gruppi consiliari - ma nonostante il concorso non si è provveduto allo
scorrimento della graduatoria, che tra l’altro scade nel dicembre 2007. Attualmente con assunzione diretta sono state prese per lo svolgimento del servizio di front-office persone che non hanno quei requisiti e quei titoli per accedere al concorso. Con questo odg chiediamo, quindi, lo scorrimento della graduatoria e l’aumento dell’organico».

Commenti
Vorrei informarmi che al link del blog riportato qui sotto ho inserito una lettera sulla questione "Zetema" . Vi invito, se interessati, a lasciare un commento la vostra testimonianza per diffondere la conoscenza della situazione.
http://namir.blog.excite.it/permalink/499364
Grazie,
Marcella
Mi chiedo se questa graduatoria sia pubblica.. e se anche il comune interviene nel designare le figure professionali