Precariato e welfare in Italia

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Immagine della copertinaL'ultimo numero della rubrica di Bruno Ugolini Atipiciachi, pubblicato il 20 febbraio sull'Unità, si intitola Nuovi braccianti del terzo millennio e recensisce un recentissimo volume intitolato Precariato e welfare in Italia (Editrice Ediesse).

L'autore è Canio Lagala, professore associato di Diritto del lavoro nella Facoltà di giurisprudenza dell'Università di Foggia.

"[...] È un accurato studio (duecento pagine) sui precari di ieri e quelli di oggi e di domani. Quelli di ieri erano concentrati per lo più nel settore agricolo e nell'edilizia. E per loro era stato costruito un sistema di tutele che assicurava una forte coesione sociale e una dignità di cittadini-lavoratori. [...] Assai diverso è il trattamento per i nuovi precari, quelli che Lagala chiama i soggetti deboli del nostro mercato del lavoro, uomini e donne che svolgono lavori saltuari, o stagionali o nuove forme di lavoro cosiddetto parasubordinato ma con scarsa autonomia. Il fenomeno, aggiunge, si va espandendo, a differenza del passato, nei servizi e in tutti gli altri settori produttivi, in conseguenza del nuovo modo di produrre e dall'esigenza di abbassare i costi per competere sui mercati internazionali.

Ma perché questa differenza di tutele tra i precari di ieri e quelli di oggi?

L'autore chiama in causa il nuovo sistema pensionistico contributivo, sia la disciplina vigente (vedi la legge 30), ma ancor più quella programmata degli ammortizzatori sociali. Sono misure ispirate più ad una logica mutualistico-assicurativa che solidaristica-distributiva. La radice di tale impostazione, secondo lo studioso, sta nell'idea di separare l'assistenza dalla previdenza. E insistere in questa idea porta alla rinunzia di una forte solidarietà nel mondo del lavoro, affidando i soggetti più forti a prestazioni sempre più individualizzate e di tipo assicurativo e quelli più deboli alle cure dell'assistenza. È il cosiddetto welfare di tipo compassionevole. Con la protezione sociale dei precari affidata sempre più a carico del bilancio pubblico nell'ambito dell'assistenza. Come i cittadini poveri. Con la conseguenza di un minor afflusso di gettito previdenziale proveniente dai lavoratori precari. I quali non avranno
interesse a versare contributi dai quali non avranno vantaggi. [...]"

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Ciao a tutti,
Approfitto per segnalare a quanto fossero interessati un
nuovo blog relativo ai BBCC in Sardegna:

www.culturaprecaria.blogspot.com

Sono piccoli ma sperano di crescere presto e bene anche e sopratutto
grazie all'iiuto di quanto vorranno prendere parte attiva alle
discussioni o contribuire con stimoli e contenuti.

Interessante un'iniziativa realtiva ad alcuni recenti bandi regionali
davvero curiosi...

Ciao
Daniele

Venite a vedere il nostro blog sul precariato al museo della scienza a MIlano

http://museoleonardo.altervista.org/index.php

ciao giuliana, anche io sono un ex lpu stabilizzata per modo di dire in una società municipalizzata con contratto a tempo indeterminato.La società sta fallendo è piena di debiti ha licenziato dodici persone e ridotto lo stipendio a me da 30 a sole dieci ore settimanali e non sono considerata precaria!!!

Sono un ex LSU STABILIZZATA in convenzione con la Provincia di Taranto avendo contratto a tempo indeterminato part-time con convenzione di 4 anni,non sono considerata precaria mentre vanno agevoalti gli staffisti degli assessori arrivi con l'ultima elezione politica

Segnalo la nascita del movimento/blog spontaneo "ioprecario", creato dalla impellente necessità di fare cerchio attorno al problema del precariato lavorativo in cui versano moltissimi giovani di tutta Italia. Ioprecario si pone assolutamente fuori da qualunque fazione e credo politico, quindi non accettiamo strumentalizzazioni di natura politica. Il precariato è un dramma comune, che consuma molti esseri umani che hanno famiglia e la necessità di desiderare un futuro concreto.
Con questo comunicato vorremmo che il nostro blog si popoli di interventi, testimonianze, scambio di link, disegni e qualsiasi tipo di espressione artistica che possa sensibilizzare i nostri amministratori pubblici e il governo al problema del precariato. Facciamo cerchio, uniamoci e faremo più rumore.
Grazie.
http://ioprecario.splinder.com

l'Unione Europea considera ATIPICI tutti i lavoratori cha non hanno un contratto a tempo pieno ed indeterminato. Di conseguenza tra gli atipici vi sono innumerevoli figure: dal LAVORATORE PART TIME A TEMPO INDETERMINATO, che è tutelato e magari è contento di non lavorare a tempo pieno, al lavoratore PARASUBORDINATO CON SCARSA AUTONOMIA, di cui parle il prof. Canio Lagala. La citazione è una contraddizione in sè: teoricamente il lavoratore PARASUBORDINATO lavora in autonomia, senza vincolo di subordinazione, così come recita la legge. Nella realtà spesso il lavoratore dipendente, che lavora con vincolo di subordinazione, viene MASCHERATO da lavoratore parasubordinato, per eludere le leggi in materia di previdenza e di tutela del lavoro. Perchè non combattere questo fenomeno? E perchè i giovani non combattono e non si rifiutano di firmare un contratto "CO.CO.PRO" se non vi è autonomia nel lavoro?

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