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Biblio(a)tipici alle Stelline

Bibliotecari e documentalisti precari italiani trovano in Biblio(a)tipici, un blog che si avvia felicemente a festeggiare il secondo anno di vita, un punto di raccolta e di confronto sempre più prezioso.

Nel tempo la comunità è cresciuta e si avverte sempre più il bisogno di concretizzare e consolidare i rapporti nati on line.

libriIl gruppo Biblio(a)tipici ha quindi organizzato il primo incontro nazionale, aperto a bibliotecari e documentalisti atipici e strutturati, all'interno del Convegno delle Stelline 2006 (giovedi' 9 marzo, ore 14.30 - Sala Porta).

Scopo della riunione è discutere liberamente tra lavoratori e confrontarsi con istituzioni e realtà legate al lavoro, in particolare quello atipico e preacario.

È stata organizzata una tavola rotonda, alla quale parteciperanno Emilio Viafora (NIdiL - CGIL), Ferruccio Diozzi (AIDA), Mauro Guerrini (AIB), Ivan Guizzardi (ALAI -CISL), Carmelo Prestileo (CPO- UIL), Maria Teresa Sillano (ANAI) e Agostina Zecca Laterza (IAML-Italia) e alcuni lavoratori atipici, tra i quali Stefano Bolelli Gallevi, Silvia Bruni e Susanna Dal Porto. La tavola rotonda sarà coordinata da Andrea Marchitelli.

Il dibattito sarà aperto a graditi interventi dei presenti all'incontro.

Biblio(a)tipici alle Stelline:

» Partecipazione a convegni e seminari ..::Andrea Marchitelli::..
Le testi o slide dei miei interventi in convegni e seminari sono disponibili anche a partire dall'elenco delle cose che scrivo. Coordinamento del Primo incontro nazionale Biblioatipici, Milano, 9 marzo 2006 Coordinamento della tavola rotonda “Futuro at... []

» Le armi dell'atipico B i b l i o (a) t i p i c i
Giovedì 9 marzo scorso si è svolto, tra le iniziative collaterali al Convegno "La biblioteca su misura", il Primo incontro nazionale Biblioatipici, di cui avevamo dato notizia qui. In attesa di fornire un resoconto dettagliato della manifestazione, ini... []

» Da atipica a strutturata: come cambia la percezione del lavoro B i b l i o (a) t i p i c i
Continuiamo con la presentazione degli interventi che alcuni componenti del gruppo Biblio(a)tipici hanno presentato al Primo incontro nazionale, svoltosi la scorsa settimana a Milano. Da atipica a strutturata: come cambia la percezione del lavoro / di ... []

» Il prezzo dell’esternalizzazione: dal ribasso economico a quello professionale B i b l i o (a) t i p i c i
Continuiamo con la presentazione degli interventi che alcuni componenti del gruppo Biblio(a)tipici hanno presentato al Primo incontro nazionale, svoltosi la scorsa settimana a Milano. Il prezzo dell’esternalizzazione: dal ribasso economico a quello pro... []

» Il prezzo dell’esternalizzazione B i b l i o (a) t i p i c i
Continuiamo con la presentazione degli interventi che alcuni componenti del gruppo Biblio(a)tipici hanno presentato al Primo incontro nazionale, svoltosi la scorsa settimana a Milano. Il prezzo dell’esternalizzazione: dal ribasso economico a quello pro... []

» FotoAtipiche B i b l i o (a) t i p i c i
Sono state pubblicate su Flickr (ne vedete un assaggio sulla home page di questo blog) le foto del nostro Primo incontro nazionale. La disponibilità di un account su Flickr rende anche possibile il collegamento dei nostri nomi alle nostre facce:... []

» Qualche domanda sull'esternalizzazione B i b l i o (a) t i p i c i
Continuiamo con la presentazione degli interventi che alcuni componenti del gruppo Biblio(a)tipici hanno presentato al Primo incontro nazionale, svoltosi il 9 marzo 2006 settimana a Milano. Qualche domanda sull'esternalizzazione / di Livia Castelli.... []

Commenti

Commento di Telma Bibiana | 26.10.06 23:54

Buona sera!!
Sono una bibliotecária brasiliana e mi piaccerebbe molto ricevere informazzioni sull'eventi nell'area di Biblioteconomia.
Abbracci
Telma Bibiana Batista de Santana
Bibliotecária da Câmara Municipal de Londrina
Fone: (43) 3339-8127


Commento di maria luisa | 09.03.06 09:15

Cari biblioatipici, lascio qui il commento scritto nella mailinglist...mi scuso per chi lo ha già letto, ma volevo solo dare un segno della mia partecipazione virtuale alla giornata....

Di precari atipici intermittenti ormai si parla diffusamente come di un tema che fa facile ascolto e buono per tutte le propagande. Vorrei allora solo fare qualche riflessione, non molto articolata in verità, ma tanto per riassumere tutto quello che tali parole significano per me.

1)La forma precaria del lavoro è ormai considerata una condiziona inelluttabile dell'evoluzione del mercato
...ma chi lo ha detto? non ci sono leggi evoluzionistiche che non siano volute dai poteri finanziari ed economici sopprattuto.

2) in una situazione economica sviluppata e in un contesto giuridico ed etico ben regolato la cosa sarebbe differente: tutti partiremmo da condizioni "forti", e con possibilità di riuscita commisurate agli obiettivi
....Invece, guarda caso la flessibilità e le forme di lavoro intermittenti sono più diffuse tra i lavori con qualifiche medio basso e a carattere dipendente (le famose finte partite iva o il lavoro dipendente travestito da contratti a progetto). Direttori e manager hanno invece una maggiore disponibilità di contrattati a tempo indeterminato (mentre sabbe pià logico che fossero queste figure a rischiare di più avendo un profilo professionale assai più alto con maggiori possiblità di ricollocazione nello stesso settore).
Dati riportati dal sole24ore dimostrano quanto detto (vedi il quotidiano di venerdì 3 marzo)

3)Più che a maggiore libertà di scelta del lavoratore, si assiste a una progressiva diminuzione del potere contrattuale e delle garanzie

4)La gestione delle esternalizzazioni influisce molto su queste situazioni. Diciamocelo chiaramente, il vero motivo, almeno per quanto riguarda la maggior parte dei casi, non sta nella volontà di risparmiarmo o di maggiore efficienza. Dare in appalto un servizio significa sollevare l'ente dall'onere di gestione di personale normalmente coperto da diritti forti (garanzie di malattia, maternità, studio, difese contro i licenziamenti e gli abusi etc.)
Non basta una legge a difendere i diritti di un lavoratore. Sono i rapporti di forza che stabiliscono il diritto, la legge consolida poi ciò che si è acquisito.Una volta che si incrina la costruzione solida della difesa dei lavoratori, tutta la struttura cede di conseguenza.
Qualcuno di voi ha fatto l'esempio francese. Se non sbaglio quei contratti erano passati sotto la promessa che sarebbero stati appicati solo alle piccole imprese. Ora ovviamente è passata la modifica che le ha estese a tutte...

5) Arriviamo ai servizi pubblici. Uno studio sulla situazione inglese ha dimostrato come alla fine delle grandi privatizzazioni (ferrovie in testa) la spesa pubblica sia spesso aumentata, o comunque di sicuro non diminuita. Ad aumentare sono stati i profitti delle aziende private i numeri degli incidenti sul lavoro e dei disservizi.
Io sono ancora fortemente convinta che la natura di un servizio pubblico risieda in gra parte dalla proprietà pubblica delle risorse (umane ed economiche). un privato deve fare profitto, altrimenti si chiama volontariato... Non credo quindi che sia in grado di assicurare un servizio garantito e accessibile a tutti i cittadini in egual misura e diritto.

MI rendo conto che il mio è più uno sfogo ....

Chiedo venia, fate di queste parole ciò che volete.
Firmato:
Una bibliotecaria tipica a tempo indeterminato...sempre più un panda in via di estinzione

maria luisa de rossi
biblioteche di roma


Commento di francesca | 22.02.06 08:36

perfetto!


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[_2]." params="http://www.biblioatipici.it/2006/02/selezione_per_c.shtml%%Selezione per contratti Co.Co.Co. a Pescara">

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