In un articolo di Federica Serva pubblicato sabato scorso sul quotidiano Avvenire e riportato nella rassegna stampa del sito PatrimonioSos, dedicato alla tutela dei beni culturali nel Bel Paese, si fa riferimento alla situazione di carenza allarmante di personale strutturato alla Biblioteca Braidense di Milano:
Nonostante la Biblioteca Nazionale Braidense mostri un volto moderno, orientato all'informatizzazione, soffre di problemi antichi: spazi insufficienti, ristrettezze finanziarie, personale ridotto. [...] «Per eventi culturali straordinari -dichiara il direttore Roberto di Carlo - è facile trovare degli sponsor, mentre per l'ordinaria manutenzione è più difficile. I tagli introdotti dalla legge Finanziaria hanno colpito le spese generali, mentre per l'informatizzazione i fondi non mancano». La rigidità del sistema contabile dello Stato non permette di spostare le risorse da una voce all'altra, per cui la Braidense rischia di non riuscire a fare restauro e pulizia dei libri, ma può continuare sulla strada della digitalizzazione. Una situazione non facile per chi ogni giorno è a stretto contatto con le opere e con il pubblico. Nonostante il personale sia il 40% in meno del previsto e 10 persone stiano per andare in pensione quest'anno, la Biblioteca dal 2000 riesce a garantire l'orario di apertura prolungato. «In Lombardia - sottolinea Marina Zetti, responsabile regionale del sindacato Rdb Cub - la situazione dei beni culturali è questa: con istituti che hanno addirittura una carenza del 50% di personale e con circa 200 precari. In Braidense nel 1998 c'erano 128 unità, oggi sono 94 con 5 persone a tempo determinato». Previsioni di concorsi e assunzioni per ora non ci sono. La Finanziaria ha contemplato solo la regolarizzazione delle posizioni esistenti, dei precari.
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