Professionisti liberi di sognare?

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Avrete ormai letto (sui maggiori quotidiani o in rete) o sentito in televisione (Ballarò di martedì 27 settembre) i risultati della prima indagine dell'IRES condotta in collaborazione con Nidil-CGIL sui collaboratori con partita iva. Perché allora tornarci su?

Perché tra coloro che hanno compilato il questionario dell'indagine c'ero anch'io, e nel leggere i risultati ho provato quel misto di emozione e sconforto.
Da un lato quella soddisfazione di aver potuto dire "la mia", di vedere finalmente sventolata ai quattro venti la prova di una condizione vergognosa, taciuta e nascosta per due anni dalle nostre forze politiche. Dall'altro lo sconcerto di fronte ai numeri, alle percentuali:
- 300000 lavoratori
- + 10% annuo dall'entrata in vigore della legge 30
- 49% esplicitamente spinto ad aprire la partita iva dal committente
- circa il 40% di questi collaboratori ha un unico committente (di fatto lavoratore dipendente eterodiretto)
Ma se si guarda oltre queste cifre impressionanti (ce ne sono altre su cui non mi soffermo, ma su cui vi invito a riflettere), si scopre che la maggior parte di questi lavoratori è altamente professionalizzata, svolge mansioni di profilo medio-alto, prevalentemente tecnico-intellettuali.
Cosa significa questo se non che per poter realizzare un sogno, il lavoro che amiamo fare, rinunciamo a una serie di libertà? Libertà di scegliere di andare a vivere da soli, di mettere su una famiglia o di avere figli.
Quelle che per i lavoratori di qualche generazione fa erano dei diritti acquisiti per noi liberi professionisti di oggi sono per ora dei sogni.

2 Comments

Per quanto ne so la situazione dei "liberi professionisti", ovvero di tutti coloro che lavorano con partita IVA, e' molto estesa anche in settori diversi dal nostro, in particolar modo nel ramo informatico e ingegneristico. Conosco molti ingegneri che lavorano a partita iva all'interno di grosse aziende, ma il loro contratto e' legato a societa' che hanno in appalto alcuni servizi, tipicamente di consulenza e aggiornamento.
La cosa non consola, ma e' un ulteriore motivo di riflessione, credo.

Elena L.

Mesi fa ero stato al Nidil per farmi aiutare a sciogliere un dubbio: passare alla partita IVA o rimanere un collaboratore?
Abbiamo parlato, fatto i conti... Forse non mi conveniva nemmeno dal punto di vista economico, ma quello che mi ha fatto desistere è stata la questione etica: perché passare a un contratto da professionisti per rimanere sostanzialmente dipendenti?
Certo, ho avuto la fortuna di non far parte del 49% "spinto" dal committente...

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