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Gulliver nella Terra degli Emersi

E venne il giorno in cui Gulliver approdò con la sua leggera imbarcazione sul litorale della terra più ambita, quella del Popolo degli Emersi. Appena sbarcato, Gulliver si inchinò a baciare la spiaggia che tanto a lungo aveva fantasticato. Gli abitanti di quel paese verde e assolato lo accolsero con ghirlande di benvenuto e gli dissero che era stato davvero fortunato: il loro re gli concedeva di restare presso di loro per un po'. Gulliver tirò un sospiro di sollievo, ringraziò, si guardò intorno e cercò di capire in che modo potesse rendersi utile.
A Gulliver piacevano i libri e vide che in quel paese ce n'erano molti.
"Posso sistemarli sugli scaffali?" chiese al capo del villaggio. "No, non è necessario: ci sono ragazzi che hanno l'incarico di mettere a posto i libri che gli abitanti delle altre isole vengono a leggere qui da noi".
"D'accordo" disse Gulliver "allora forse posso mostrare ai visitatori quante cose belle ci sono sulla vostra isola". "Sì, ma non esagerare, se ne approfitterebbero e poi non ci lascerebbero più in pace. Tu dì loro che in mezzo al bosco ci sono delle capanne, e che nelle capanne ci sono delle macchine elettroniche dove troveranno tutte le informazioni di cui hanno bisogno".
"Ah, ho capito. Allora voi vi occupate di inserire nelle macchine tutti i dati necessari affinché i visitatori possano trovare quello che fa al caso loro".
"Beh sì, in teoria dovrebbe essere così. Ma sai, noi abbiamo molti altri impegni, abbiamo poco tempo per queste cose. Se vuoi potrai occupartene tu, ma solo in modo marginale. Questo lavoro è affidato ad altri ragazzi... ecco, vedi? sono quelli con le casacche gialle. Vanno e vengono, non rimangono quasi mai qui da noi per un periodo di tempo lungo. Non sappiamo esattamente chi siano, a volte dimentichiamo persino i loro nomi".

Mentre Gulliver passeggiava godendosi il panorama, notò un'ampia area erbosa dove c'erano persone affaccendate in mille attività.
"Cosa c'è laggiù?" chiese Gulliver al suo accompagnatore.
"Stiamo costruendo un nuovo magazzino per i nostri libri. Quando sarà finito dovremo pensare a come trasportarli dalle vecchie sedi per poi sistemarli nei nuovi scaffali. Sarà un lavoraccio..."
"Bene, allora potrò aiutarvi!" disse Gulliver.
"Ma no, tu adesso sei nostro ospite, non ti devi affaticare. Altri ragazzi si occuperanno di questo, noi abbiamo cose più importanti da fare...".

Gulliver si sentiva un po' a disagio di fronte ai ragazzi in casacca gialla che lavoravano a testa bassa, senza fermarsi un secondo. Si voltò di nuovo verso il capo del villaggio: "Chiedo scusa, ma non riesco a capire: se fanno quasi tutto i ragazzi in casacca gialla, di cosa si occupano gli abitanti del villaggio?".
Il capo lo guardò serio e rispose: "Capisci bene che con tutti questi ragazzi che girano sulla nostra isola ci vogliono persone capaci ed efficienti, in grado di coordinarli... questo è l'incarico principale affidato a me e ai miei compagni: sorvegliare il lavoro dei ragazzi dalle casacche gialle".
"Ma mi vi sembra uno spreco di soldi e di energie? e poi, non vi sentite un po' a disagio? siete davvero contenti di vivere così?". "In realtà a molti di noi i libri non interessano... sai, siamo arrivati su quest'isola quand'era ancora deserta, in seguito a un naufragio. Ci siamo ritrovati qui per caso e ci è toccato restare. Chi viene da fuori ci invidia, ma secondo noi esistono posti assai migliori di questo..."

Gulliver si voltò e tornò sulla spiaggia: "Ho capito. Se avete bisogno di me chiamatemi, io mi sdraio per qualche minuto a prendere il sole..."
E, stanco per il lungo viaggio, si appisolò.

postato da elena, per festeggiare il Primo Maggio
Atipici di tutto il mondo, auguri!!

Commenti

Commento di Lisa | 03.05.05 09:37

Brava Elena, era ora!!!! Sono felicissima per e con te ;-)


Commento di Elena L. | 02.05.05 15:38

Davvero una bella storia!
Brava Elena!


Commento di Annalisa | 01.05.05 13:01

Ciao Elena!
Davvero bella la tua storia: hai reso con metafore intelligenti quello che mille parole non riescono a dire!
Goditi il sole sull'isola e magari parla di noi ai ragazzi con le camicie gialle... l'unione e lo scambio fa la forza!
Annalisa


Commento di Andrea | 30.04.05 15:07

Grazie Elena, è davvero bella.
Buon primo maggio a tutti.


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