-- Di una bibliotecaria mancata (e di quando si pensava di trovare in biblioteca un lavoro sicuro...)
"Mio padre, che a cinquant'anni soffriva d'avere dinanzi a sé un avvenire incerto, desiderava soprattutto la mia sicurezza; mi destinava a un impiego statale, che m'avrebbe assicurato uno stipendio fisso e una pensione. Qualcuno gli consigliò l'Ecole des Chartes. Andai con mia madre a consultare una certa signorina nei corridoi della Sorbona. Percorsi gallerie foderate di libri, e con classificatori pieni di schede. Da bambina avevo sognato di vivere in questa polvere dotta, e oggi mi pareva di penetrare in un sancta sanctorum. La signorina ci descrisse le bellezze ma anche le difficoltà della carriera di bibliotecaria; l'idea di imparare il sanscrito mi ripugnò; l'erudizione non mi tentava".
Simone de Beauvoir, Memorie d'una ragazza perbene (postato da elena)
ecciài ragione, ciài!!! :))
Certo tra l'analisi per l'indicizzazione e unasana lettura c'è l'abisso...
...leggere e imparare fa parte del lavoro, però!
come faccio a indicizzare se non so cosa c'è scritto dentro ai libri? che rimangono ancora il mezzo più usato per la ricerca.. o no?
i luoghi comuni poi... se ne potrebbe fare una bella raccolta :))
E' sempre un po' impressionante quando ti senti dire (appena qualcuno ha saputo che fai il bibliotecario) "Bibliotecario? che bel lavoro!!! chissà quanti libri avrai letto..."
E pensare che se leggessi, a lavoro, dopo un po' mi caccerebbero...
la supera sì! noi siamo diventate delle bibliotecarie, alla fine... e senza "posto fisso"
di come a vorte ì romanzo supera la reartà